21 maggio 2020

RIMBORSO DELLE ADDIZIONALI PROVINCIALI SULLE ACCISE SULL’ENERGIA ELETTRICA

Il D. L. n. 511/1988, e successive modifiche, aveva introdotto l’applicazione dell’addizionale provinciale ai consumi di qualsiasi uso di energia elettrica effettuati in locali e luoghi diversi dalle abitazioni.

Tutte le province italiane – e quindi anche quella di Genova - avevano introdotto tali addizionali pari ad un import da 9,3 a 11,4 € /KWh per consumi sino a 200.000 KWh/mese per un importo annuo di circa € 27.000 per ciascun contatore.

Nella Provincia di Genova per gli anni 2010 e 2011 sono state applicate addizionali di importo pari ad € 11,360 ogni 1000 watt (=1Kilowatt).

La normativa prevedeva che obbligate al pagamento delle accise e delle addizionali fossero unicamente le società fornitrici, ma le stesse avevano  facoltà di  addebitare integralmente le accise pagate al consumatore ?nale in forza dell’ art. 56, Testo unico Accise.

Pertanto, nella prassi, molto spesso, per non dire quasi sempre, le società fornitrici hanno “ribaltato” sui propri clienti – per le utenze non domestiche - questo onere.

Nel 2011 la Commissione Europea ha ravvisato che la normativa italiana in materia era incompatibile con la Direttiva 2008/118/CE.

Pertanto l’Italia con il D. L. n. 68/2011 ha abrogato queste accise con decorrenza dal 1/1/2012 per evitare l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Negli anni successivi sono state instaurate diverse vertenze giudiziarie per ottenere il rimborso delle accise, sia tra i clienti ed i fornitori di energia elettrica sia tra questi ultimi  e l’Agenzia delle Entrate per ottenere il rimborso delle somme pagate dai clienti ai fornitori e da questi versate all’Erario.

Questo contenzioso è stato definito dalla Corte di Cassazione, con le due sentenze n. 27099 e n. 27101 del 23/10/2019.

In particolare queste sentenze hanno affermato l’inapplicabilità delle norme istitutive dell’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica (come detto abrogata nel 2012) in quanto incompatibili con la normativa comunitaria ed hanno altresì stabilito che ogni utente di forniture elettriche per uso diverso da quello abitativo (quindi: imprese, società di persone e di capitali,  artigiani, commercianti, professionisti ecc.) che abbia pagato le suddette addizionali (generalmente riaddebitate dal fornitore in bolletta) può chiedere alla società fornitrice di energia la restituzione delle somme indebitamente versate a tale titolo.

La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora le società fornitrici di energia elettrica non restituiscano le somme versate come accise addizionali dall’utente finale questo può agire in giudizio in sede civile direttamente nei confronti dell’erogatore del servizio per richiedere la restituzione di  quanto indebitamente versato.

Questo diritto del consumatore finale si prescrive in dieci anni dal pagamento delle accise in bolletta.

Pertanto, sono prescritte le restituzioni riguardanti le accise indebitamente versate sino a luglio 2010, mentre per le annualità da Agosto 2010 e per tutto il  2011, è possibile, in via preliminare, inviare alla società fornitrice nei suddetti anni, e contestualmente all’Agenzia Dogane e dei Monopoli, una formale istanza di rimborso, che alleghiamo, a mezzo p.e.c. o raccomandata con ricevuta di ritorno,  che alleghiamo - di quanto indebitamente trattenuto quale atto di messa in mora, al fine altresì di interrompere il termine di prescrizione.

Qualora le società fornitrici non adempiano all’invito, potrete valutare l’opportunità di agire in giudizio.

A questo scopo CNA è totalmente disponibile a fornirVi ogni supporto ed assistenza che Vi possa essere utile.

DOWNLOAD Fac simile rimborso accise (Formato DOCX - 15 KB)