02 ottobre 2017

Manutenzione caldaie e apparecchi similari: quando farla lo decide l’installatore/manutentore

Manutenzione caldaie e apparecchi similari: quando farla lo decide l’installatore/manutentore

 

“L’estate sta finendo” era il titolo di un fortunato motivetto degli anni ’80 e con la fine dell’estate e con l’approssimarsi dell’autunno torna d’attualità il tema della manutenzione degli impianti di riscaldamento che dovranno assicurare il nostro comfort in inverno.

Innanzitutto va sgombrato il campo sulla tempistica delle manutenzioni:  quando effettuare un intervento di manutenzione lo decide l’installatore/manutentore.  Lo dice la legge, il DPR 74/2013 all’articolo 7, in modo inequivocabile smentendo così quelle interpretazioni a volte fantasiose, a volte di parte (del tipo “la manutenzione della caldaia va fatta ogni 4 anni”) che puntualmente vengono propagandate sui media in questo periodo da soggetti interessati o, se va bene, poco informati.

Altro aspetto al quale si deve prestare attenzione è che per quanto riguarda il controllo e la manutenzione degli impianti termici gli utenti hanno l’obbligo di affidare i lavori a ditte abilitate ai sensi del DM 37/08. Queste, oltre a specificare al cliente con quale frequenza gli interventi di manutenzione devono essere effettuati, devono anche dichiarare in forma scritta quali siano le operazioni da svolgere per mantenere l’impianto sicuro nel tempo. È chiaro che, se l’utente in questione non ottempera a quanto prescritto dall’installatore/manutentore, è sua la responsabilità di eventuali danni derivanti da un non corretto funzionamento dell’impianto.

Nonostante l’ancora alta percentuale di incidenti domestici dovuti a malfunzionamenti di apparecchi a gas o similari che spesso vengono riportati dai media, ci sono ancora molti che  erroneamente considerano queste operazioni come uno spreco di tempo e di denaro. Deve invece essere chiaro a tutti che le attività di manutenzione e controllo degli impianti termici hanno la finalità di garantire un corretto funzionamento dell’impianto e quindi sono fondamentali per garantirne la sua sicurezza e la sua funzionalità, mentre i controlli dell’efficienza energetica sono finalizzati a verificare il rendimento di combustione del generatore di calore che, se corretto, consente alla caldaia di funzionare a dovere con il minor utilizzo di energia possibile, e, di conseguenza, con minor impatto ambientale (In Regione Liguria, il recepimento del DPR 74/2013 nel caso specifico di caldaie alimentate a gas stabilisce che per impianti domestici o similari il controllo di efficienza energetica  deve essere effettuato ogni 4 anni nel caso di apparecchio con un’età inferiore ai 15 anni. Mentre per gli apparecchi che superano i 15 anni d’età, il suddetto controllo di efficienza deve essere effettuato ogni 2 anni).

“Quando parliamo di eseguire la manutenzione ordinaria di un apparecchio a gas  parliamo in realtà di effettuare un vero e proprio controllo di sicurezza su ciascun impianto – afferma Matteo Moretti, Presidente di Cna Installazione Impianti di Genova. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un abbassamento del livello di attenzione da parte degli utenti,  complice la crisi economica ma soprattutto la cattiva informazione. Per molto tempo  non si è sentito più parlare di incidenti dovuti ad impianti fuori norma o non manutenuti: oggi, purtroppo, prendiamo coscienza del fatto che la percentuale di incidenti è in notevole crescita”.

 

Consigli per gli utenti

per un utilizzo corretto e consapevole del proprio impianto di riscaldamento in modo da mantenerne la sicurezza e l’efficienza energetica

 

1 Rivolgersi esclusivamente ad installatori e manutentori abilitati

Affinché l’installazione e la manutenzione del proprio impianto venga fatta a regola d’arte,  rivolgersi ad un installatore/manutentore abilitato ai sensi del DM 37/08.

 

2 Far controllare l’impianto periodicamente

Gli interventi di manutenzione ordinaria sull’impianto, devono essere eseguiti secondo la periodicità prestabilita dall’installatore/manutentore dell’impianto medesimo (è consigliabile un controllo annuale).  Qualora l’installatore/manutentore abbia omesso di indicarla, ci si deve riferire alle istruzioni tecniche elaborate dal costruttore del generatore di calore (che solitamente è di un anno). Il tecnico abilitato, sia esso l’installatore o il manutentore dell’impianto, deve inoltre dichiarare per iscritto al proprio cliente quali siano le operazioni di controllo e manutenzione  di cui necessita l’impianto installato o manutenuto, per garantirne la necessaria sicurezza, nonché la frequenza con la quale queste operazioni devono essere effettuate.

 

3 Far effettuare le principali operazioni di manutenzione e controllo

Il tecnico dovrà:

Isolare elettricamente l’apparecchio per sua sicurezza.
Chiudere l’ingresso dell’acqua fredda per controllare eventuali filtri in ingresso.
Smontare il ventilatore, dove presente, e pulire la chiocciola al suo interno, il venturi ed il tubo di Pitot.
Pulire con apposito scovolo lo scambiatore primario lato fumi.
Smontare e pulire il bruciatore sostituendo la guarnizione di tenuta se necessario.
Pulire il rilevatore di fiamma e l’elettrodo di accensione.
Controllare il sistema di evacuazione fumi.
Controllare la carica del vaso di espansione lato riscaldamento e, se presente, anche quella lato sanitario.
Terminata la manutenzione, provare l’acqua calda ed il riscaldamento per accertarsi del corretto funzionamento in presenza dell’utente.
Prima di iniziare la compilazione di tutta la modulistica, eseguire la prova di tenuta dell’impianto gas tramite apposito apparecchio ed effettuare un accurato controllo del locale d’installazione (fori di ventilazione/aereazione, cappe aspiranti, presenza di stufe/caminetti a combustibile solidi, etc..).
Terminare l’intervento con la consegna della documentazione.

 

4 Usare correttamente i cronotermostati (obbligatori da tempo)

Dato che surriscaldare la propria abitazione è dannoso sia per la salute che per il portafoglio, è opportuno regolare sia la temperatura (massimo 20-22°, ma anche 19° bastano ed avanzano) che le ore di accensione giornaliera che possono variare a seconda della zona climatica nella quale vi trovate.

 

5 Non mettere ostacoli davanti o sopra il termosifone

“Coprire” il termosifone con rivestimenti vari o collocarci davanti un divano, delle tende etc. riduce significativamente la sua capacità di riscaldare l’ambiente con conseguente spreco di energia (e denaro).

 

 

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